(lettera al caprone insensibile) – Pedro C. F.

Mio grandissimo caprone:

Ti scrivo per dirti che sei un idiota della peggior specie. Un cafone, una montagna di sterco. Un pezzo d’asino. Potrei fermarmi qui – anche perché ti ho già detto le cose più importanti. Ma preferisco spiegarti, pazientemente, il perché.

Quando ti piace qualcuno, non serve avere paura. Non essere codardo. Non essere un inetto. Non ti nascondere dietro mezze parole, azioni lasciate a metà. Quando ti piace qualcuno lasciati andare con tutto te stesso, con tutto quello che sei, con tutto quello che senti, con tutto quello che hai da dare. Sii romantico, sii sfacciato, sii instancabile, sii sognatore e fai sognare. Sii utopico – perché no? Fate dei programmi insieme, immaginate insieme. Fai come nei libri, fai come nei film: non credere alla menzogna dell’impossibile, alla menzogna dell’improbabile. Non credere che l’amore sia una menzogna. Questo è l’inganno che gli ignoranti hanno inventato per rimanere ignoranti. Vai con chi ami fino alla fine del mondo, tutti i giorni. Fino all’ultima goccia non è un modo di vivere: è l’unico modo di vivere. Il resto è merda.

Se ami dillo. Se ami dimostralo. <<Sì: io amo>> – dove sta la difficoltà? <<Sì: io ti voglio>> – dove sta la difficoltà? <<Sì: ho bisogno di te>> – dove sta la difficoltà? E’ così semplice essere felici nell’amore. Così semplice. Basta amare e non temere di amare. L’amore fa male solo quando non si ama – dove sta la difficoltà nel comprendere questo?

Non restare nascosto. Non ti rifugiare nella solfa del macho latino, del macho che non è programmato per sentire – e che deve mostrarsi inattaccabile, sempre solido. Solido un cazzo. Le pietre sono solide. I blocchi di ghiaccio sono solidi – e perfino loro, quando si scaldano, si sciolgono completamente. Non voler essere un bruto solo perché ti hanno fatto credere di dover essere un bruto. I bruti sono vittime di brutalità – e a loro volta le impongono. Nessuno sente la mancanza dei bruti. Il mondo intero non sente la mancanza dei bruti. Se provi qualcosa, vai. Se vuoi , tenta. Se desideri, inventa. Se un libro ti fa piangere: piangi. Piangi perché sei una persona, perché possiedi molto di più di un corpo. Se un abbraccio ti emoziona, fatti trasportare da questa emozione, lasciati contagiare e contagia a tua volta, vai fino in fondo, fino all’osso, fino all’inizio delle vene. Se sei un uomo senti – dove sta la difficoltà di comprendere questo? Non sente niente solo chi non è nemmeno gente.

Scordati i pregiudizi. Scordati le frasi che ti hanno inculcato come se fossero leggi universali. Che vada al diavolo la società se per causa sua devi rinunciare a ciò che vuoi. Tra la tua salute e quella della società non esitare: scegli la tua. La società si adegua. La società si adegua sempre. La storia dell’umanità è questa, nient’altro: le persone scelgono ciò che è bene per loro, la propria felicità – e la società, diligente, gli va dietro. Se lo vuoi. Altrimenti lasciala stare e segui la tua vita. Segui la tua vita: ecco il segreto, ecco la formula. Segui la tua vita. Quattro parole, quattro semplici parole, in cui è racchiuso tutto. Segui la tua vita. Segui sempre la tua vita. Questo è l’importante. Questo, sopratutto, ti deve importare. La tua vita e la vita di tutti gli eletti che ne fanno parte. Abbi cura di lei. Abbi cura di loro. Concentrati su ciò che è importante. Risparmia le forze per ciò che è importante. Il resto è merda.

Tutto questo per dirti, forse te n’eri già dimenticato, che sei un idiota della peggior specie. Un cafone. Una montagna di sterco. Un pezzo d’asino. Credo che tu abbia capito perché, vero?

Non meriteresti un solo pezzettino del mio amore. Ma già lo possiedi tutto. Vedi di riuscire a conservarlo, mio insensibile caprone.

 

– Estratto da ‘ Prometto di perdere’ di Predo Chagas Freitas

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